La fine del nostro comune viaggio è arrivata.

La delusione più grande avviene quando ti rendi conto che le persone per cui avresti affrontato un uragano, per te, non si bagnerebbero neanche in una pozzanghera.

Siamo tutti matti per il basket è vero, chi più chi meno certo, e dopo c’è chi è matto e basta, ma il viaggio non poteva più andare avanti.

Le scarpe si sono riempite di sassi. Abbiamo accumulato troppo dolore, troppe lacrime e troppe delusioni. Alla fine abbiamo deciso che non era più il posto per noi.

Una parte di tutti noi sapeva sarebbe stato difficile ma non così difficile, l’altra parte invece ha sempre trovato l’appiglio che la verità la sapevamo già e facevamo finta di non sapere.  

Ci siamo illusi, siamo stati progressivamente superflui in un contesto che è da sempre abituato a fare da se. Siamo andati in pezzi per questo.

Colpa nostra.

Come colpa nostra è stato anche non riuscire ad aiutare noi stessi.

Abbiamo sofferto, qualche volta siamo stati sorretti ma il più delle volte sopportati.

Il rammarico è che se alla partenza sono tutti bravi, è al capolinea che si dovrebbe vedere l’impegno, quando sei sfinito.

Il progetto lo meritava.. la “legione” pure ma soprattutto gli Sharks.

Il tempo dei saluti è arrivato. Inesorabile.

I ringraziamenti da fare sono numerosi. Soprattutto a quelle  persone che ci sono state vicine proprio a Roseto. 

Orgogliosi di quello che abbiamo fatto con e per gli Sharks

Wilhelm Falk firma in Spagna con Murcia
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