Dut Biar Andrea Mabor nasce in Sudan nel 2001 pochi giorni prima di Natale.
La sua famiglia è di origine araba e vive a Khartoum.
A soli 9 anni, Dut si trasferisce in Sud Sudan con la zia.
Ma la vita, si sa, spariglia le carte e nel 2013 la guerra rende impossibile persino una semplice passeggiata.
Paura, privazioni, violenza.
Ogni giorno diventa sempre più pericoloso uscire di casa per l'incubo di essere il prossimo bersaglio mobile dei cecchini.
Il calcio diventa così per Dut l'unico svago. L’approccio con la pallacanestro avviene solo nel 2015, dopo una passeggiata a “Freedom Square” con il nonno: "Per la prima volta ho visto dei ragazzi giocare con le mani".
Un amore a prima vista, immediatamente ricambiato e ufficializzato nel 2017 al Camp organizzato dalla Luol Deng Foundation. “Stare in campo è una liberazione. Freezare il resto del mondo, vedere solo la palla muoversi per raggiungere il canestro, mentre tutto è immobile, guerra compresa”.
Poi il volo per Roma, il problema della lingua, la foresteria, le prime partite in Under 18 e la Serie B. 

"In campo siamo tutti uguali. Siamo fratelli. Il mio sogno è quelli di diventare un giocatore NBA. E ce la metterò  tutta per realizzarlo!".

 

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