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La Stella Azzurra saluta il general manager Stefano Sbarra. D'Arcangeli: "Se ne va via un fratello". Sbarra: "E' stato tutto bello"

Pubblicato il Mercoledì 24 Maggio 2017 - Serie B Stella Azzurra

 La Stella Azzurra Roma saluta Stefano Sbarra. Dopo oltre 15 anni di carriera all'interno del club nerostellato il general manager romano lascia il suo ruolo dirigenziale nella società di Via Flaminia.

 

Dopo una grande carriera da giocatore in cui è riuscito a toccare e vincere ai massimi livelli nazionali e internazionali, Sbarra (nella foto, premiato dal presidente della Fip Lazio Francesco Martini ai "Basket Awards" regionali per uno dei recenti risultati vittoriosi del sodalizio nerostellato) era approdato alla Stella Azzurra a fine anni '90 per fare da assistente allenatore a Germano D'Arcangeli nel campionato di Serie B. Oltre il ruolo tecnico sul parquet si è lasciato coinvolgere come dirigente arrivando a diventare general manager e aiutando anche fattivamente ad edificare l'attuale campo dell'Arena Altero Felici che rappresenta il quartier generale della società stellina. Ha allenato tutte le categorie delle giovanili del club, sempre accanto a D'Arcangeli, e ha raggiunto le Finali Nazionali anche da capoallenatore con la formazione dei classe '98 che portava il nome della Fortitudo. Nel suo percorso professionale coi colori nerostellati addosso si è occupato anche del minibasket e ha allenato per una stagione pure la squadra femminile.

 

SBARRAE' stato un periodo bello, intenso, pieno di soffisfazioni, soprattutto nella fase di costruzione di una Società che non esisteva più, questo mi ha molto gratificato”, esordisce l'ex stellino. “Ma mi è piaciuto tutto, dalla costruzione della casa della Stella Azzurra, il campo Arena Altero Felici, all'acquisizione di giocatori che poi hanno fatto il loro in altri posti magari di livello anche più alto. Tutte queste cose mi hanno arricchito come esperienza a livello dirigenziale, visto che mi sono occupato anche di strategie e gestione amministrativa e societaria. Sono tanti i ricordi che mi rimarranno, sicuramente il fatto di entrare là dentro i primi giorni del mio post-carriera da giocatore, non trovando niente se non una casetta di legno che ancora esiste all'ingresso e invece voltarsi adesso e vedere tutto quello che c'è alla Stella Azzurra, è ciò che mi balza più agli occhi. In mezzo a questo c'è stato tutto il contenitore Stella Azzurra, dall'aver fatto uscire un giocatore come Bargnani prima scelta NBA in poi. Ovviamente il pensiero va anche a quella giornata triste in cui Mario Delle Cave è uscito dalla palestra lanciandomi il solito sorriso e poi non l'ho, non l'abbiamo, più rivisto”. Il futuro: “Per il momento finisco quello che sto facendo, ovvero l'allenatore nel campionato di Promozione a La Salle Roma, con la quale siamo ad una partita dalla finale. Ho fatto il dirigente per tutti questi anni alla Stella Azzurra, le mie maggiori qualità le impegnerei in questo senso, ma forse anche altro che non sia il basket, vedremo. In più, ho un un incarico alla FISDIR coi ragazzi disabili, è un invito che il coach della nazionale di questi ragazzi ha voluto farmi, chiedendomi di fare una valutazione di quanto sanno giocare a basket. E' un impegno di 3-4 giorni l'anno al massimo ma mi dà grandi soddifazioni soprattutto perché capisco in che mondo vivono questi ragazzi ed è un qualcosa che mi accarezza l'anima donare loro qualche ora di gioia”.

 

D'ARCANGELISe ne va via un fratello, un compagno di viaggio, una persona che anche nei momenti più tristi della mia vita professionale mi è sempre stata accanto e aiutato a crescere prima come persona e poi come allenatore”, sono le parole di saluto di Germano D'Arcangeli. “Alla Stella Azzurra ha fatto di tutto, ha stretto i bulloni del nostro impianto, ha guidato i pulmini, ha fatto le Finali Nazionali, è stato accanto ai nostri giovani giocatori in qualsiasi momento della loro vita. Quindi, sono contento quando lui sarà contento. Sono sereno perché nell'atto della sua uscita di scena mi ha dato dei consigli che mi serviranno per strutturare meglio il futuro prossimo del club. Sono invidioso di chi potrà condividere la sua umanità, le emozioni che ha trasmesso a me. Gli auguro tutto il bene del mondo”.