Quando hai in testa solo un obiettivo, quando sei così concentrato che lavori ogni giorno per migliorarti, per raggiungere il tuo sogno, persino le vacanze diventano un problema. Paul Eboua non ha nessuna voglia di fermarsi, di staccare la spina dalla sua intensa preparazione per il draft Nba a cui lavora ogni giorno nelle strutture della Stella Azzurra a Roma da quando la fine del lockdown lo ha permesso. Ma adesso è il momento di premere il pulsante pausa, di prendersi qualche giorno di respiro prima di rituffarsi nella corsa al 16 ottobre, giorno in cui Eboua conta di toccare con mano quel sogno che insegue da quando si è innamorato del basket: l’Nba. “So che il traguardo è vicino, pensandoci mi carico ancora di più ma devo continuare a lavorare, che è quello che conta” ha detto alla Gazzetta dello Sport, a cui noi abbiamo dato accesso esclusivo alla sua preparazione.

LAVORO MENTALE: Eboua sente di aver fatto passi da gigante dal suo primo tentativo col mondo Nba dello scorso anno. L’esperienza a Pesaro, seguita al no della Nba dello scorso anno, gli è servita per crescere ancora, per fare quel passo avanti decisivo per entrare stabilmente nel radar degli osservatori della lega più famosa del mondo. Il 20enne ora sa cosa deve fare, su cosa deve migliorare: è per questo che il suo lavoro, oltre che sul campo, è concentrato sull’aspetto mentale del gioco. “Parliamo tantissimo, facciamo esercizi di concentrazione - spiega Paul -. E anche di respirazione: come si respira durante un tiro libero, quando sei sotto pressione, quando non riesci a dormire e hai pensieri sbagliati. Parliamo di come fare per rimanere concentrati”. Marco Borgese, lo psicologo che lo segue, ha messo a punto un programma che vada di pari passo con la crescita in campo di Eboua: ad ogni progresso tecnico ne deve seguire uno mentale, perché per essere una star è fondamentale avere fiducia nei propri mezzi, esserne certi e sapere come affrontare le difficoltà. E anche come confrontarsi con un mondo così diverso da quello a cui si è abituati.

L'OBIETTIVO: I contatti col mondo Nba sono il modo migliore che ha Paul di capire di essere sulla strada giusta. Disney World e la ripartenza del 2019-20 hanno catturato le attenzioni delle franchigie, ma Eboua continua ad avere contatti. Virtuali, ovviamente, visto che la pandemia ha costretto le squadre Nba a rivedere il processo di reclutamento. Ormai si è anche abituato alle domande degli scout, quelli che devono tracciarne la personalità oltre che i punti forti e deboli in campo. “E’ bello sapere che c’è interesse, perché significa che il lavoro che stai facendo qualcuno lo sta vedendo. Però non ti devi concentrare su quello - sottolinea Paul -: l’importante è lavorare, rimanere concentrati sull’obiettivo da raggiungere, che è molto importante. Bisogna continuare a stare in campo e ricordarsi che la cosa più importante è crescere”. Eboua sa bene quello che vale, sa che l’Nba ha interesse per lui ma che il suo passaporto per gli Usa e per quel mondo di cui sogna di far parte dovrà guadagnarselo. Sudando tutta l’estate nelle strutture della Stella Azzurra, ricostruendosi come giocatore quasi da zero, mattoncino dopo mattoncino, sulle fondamenta di quel giocatore che si è messo in luce a Pesaro. Imparando non solo come essere efficace con una palla da basket in mano, ma anche come si gestisce la pressione, la concentrazione, le sfide. Paul è convinto di farcela: continua a lavorare instancabile. Fosse per lui, non andrebbe nemmeno in vacanza. Imparare a gestire la pressione significa però anche ascoltare il proprio corpo, capire che staccare la spina ogni tanto è importante quanto forzare a tutta. Il traguardo è il 16 ottobre, il giorno del draft. E la strada per arrivarci non è ancora completata.

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