Ecco l'articolo completo del quotidiano cartaceo: "Il Tempo".

Esordire a 16 anni in prima squadra non è cosa da tutti, nemmeno alla Stella Azzurra dove il giocatore più «anziano» ha 24 anni e l’età media è di poco più di 18 anni e mezzo. Onore e onere toccato a Fabrizio Pugliatti, che domenica scorsa ha debuttato nella Serie A-2 di basket approfittando dell’assenza dell’americano Stephen Thompson. Questioni burocratiche, passaporti e status, perché il giovane talento della Stella Azzurra è nato in Venezuela e per completare la formazione italiana dovrà aspettare ancora qualche settimana. Fabrizio però è italianissimo, figlio di papà siciliano, tanto che già a dicembre 2019 ha vestito la canotta azzurra nel torneo Under 16 a Iscar, in Spagna. «È stato indimenticabile, ogni volta che indosso la maglia azzurra rappresento mio padre». Otto punti alla Russia, il doppio di quanti ne ha rifilati a Scafati in 10’, facendo stropicciare gli occhi ai presenti per un gioco spalle a canestro con cui ha infilato la retina. «È stato bellissimo esordire con la Stella Azzurra - ha spiegato Pugliatti, nella Capitale dal 2018 - ed è un onore poter scendere in campo con questa maglia, devo ringraziare coach D’Arcangeli per la fiducia che mi ha dato». 
Chi lo conosce bene bene lo descrive come un diesel, che una volta scaldato diventa difficile da fermare, un modo di giocare che rispecchia il suo essere al di fuori del campo, un ragazzo dal carattere riservato che però in poco tempo è diventato un collante dentro la Academy capitolina. «Ogni volta che ho una possibilità - chiarisce la giovane guardia - voglio dare il massimo. Roma e la Stella sono la mia seconda casa, sono contento di essere un riferimento per i giocatori più piccoli di me, i ragazzi con cui vivo in foresteria sono come miei fratelli». Pugliatti di fratelli ne ha 3, tutti più grandi, e a furia di guardare i loro allenamenti ha cominciato a giocare anche lui con la palla a spicchi, una passione trasmessa da papà. Fremeva già a cinque anni, a sette la prima volta in una piccola squadra di San Diego, ma il Venezuela non ha le strutture per provare a inseguire il suo sogno e nel 2018 è volato in Italia. A soli quattordici anni lo accoglie la Stella Azzurra, ma il legame con la famiglia resta forte. «Per me è tutto - sottolinea - e sono sempre lì per me, mi supportano ogni giorno». Si ispira a Luka Doncic, campione sloveno dei Dallas Mavericks, ma sogna di emulare Paul Eboua, compagno della Academy che sta provando a giocarsi la sua chance Nba con Miami. «Mi piacerebbe seguire le sue orme».

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